Rubrica di approfondimento a cura di Geko Software
N°1: "Via, col vento informatico..." (29 settembre 2005)
Molte cose sono già state dette,
sono già state scritte e documentate, su questo argomento. Non è facile
districarsi fra le ambiguità delle opinioni contrastanti che imperversano
severe fra le correnti di questo vento multiforme, variopinto, leggero e
consistente allo stesso tempo. Il segreto sta forse nel saper
leggere fra le righe della ripetizione conformata e potenzialmente infinita,
sta nel saper cogliere in questa ripetizione, la differenza. Le Information and Communication
Technologies sono state definite acutamente, da Derrik de Kerckhove (Direttore
del Programma McLuhan di cultura e tecnologia
- programma indirizzato alla
comprensione di come le tecnologie influenzano e influenzeranno la società
- e professore del Dipartimento
francese all'Università di Toronto) psicotecnologie, in quanto tutte le
tecnologie che trasportano il linguaggio o lo codificano, lo modificano
anche, modificando così il parlante, lascoltatore, e in generale coloro che lo
utilizzano. Il linguaggio, continua De Kerckhove, intrattiene una relazione
intima con la nostra mente e tutte le tecnologie che agiscono sul linguaggio agiscono anche sulle strategie che noi
usiamo per organizzare il tempo, lo spazio e noi stessi. Siamo, purtroppo, sempre e
comunque in questo campo, costretti ad operare delle restrizioni concettuali,
poiché dallinizio degli anni 90 ad oggi, come ben sappiamo, le ICT e con esse
le tecnologie digitali ed elettroniche, la larga banda, si sono estremamente
sviluppate e differenziate al loro interno in altri molteplici sottogruppi in
maniera quasi incontrollabile, e sarebbe impensabile di raccoglierne ogni
singolo tratto peculiare in una sola pagina. Come sappiamo, inoltre, il Personal Computer ha permesso ad un
numero potenzialmente illimitato di utenti di elaborare una quantità sempre maggiore di dati e informazioni,
nello stesso tempo la diffusione capillare della rete ha reso possibile forme
di collaborazione e condivisione sempre più efficienti, con un impatto notevole
sul sistema delle relazioni sociali, sul sistema economico e su quello
politico. Nello specifico, le ICT hanno un
grande potenziale per lo sviluppo delle imprese di ogni settore poiché offrono
ad esse la possibilità di riorganizzare un numero sempre più ampio di attività
allinterno delle aziende stesse, con lautomazione e lintegrazione di diverse
funzioni, ed anche di implementare nuove configurazioni della catena del valore
delle imprese. I paesi che hanno saputo approfittare del progresso delle ICT hanno
registrato un incremento importante del Prodotto interno Lordo. Le tecnologie
di base hanno un ruolo abilitante e dalla loro combinazione nascono
continuamente nuovi prodotti e servizi (come le tecnologie digitali degli
apparati e dei sistemi, caratterizzate da un elevato grado di integrazione con
altre tecnologie di tipo tradizionale).
E da sottolineare che vi è una correlazione positiva fra investimenti
in ICT e produttività a livello aziendale. Ed è per questo che linvestimento nelle ICT
deve essere considerato un fattore di competitività. Purtroppo, questo non sembra
essere ancora stato compreso in Italia:
sul nostro mercato le ICT hanno registrato nel 2003 una percentuale
corrispondente al 1,96% del PIL, a fronte di una media europea del 3,1%. Nel
nostro paese la piccola e media impresa tende a non rischiare troppo in questo
settore, dove aziende di telecomunicazioni, anche di grandi dimensioni, sono
spesso fallite, pur avendo in Italia un servizio di telefonia fra i più
avanzati al mondo. In particolare, i settori che maggiormente investono nelle
ICT sono la Pubblica Amministrazione, la grande distribuzione, i servizi.
Lindustria manifatturiera (piccole e medie imprese, soprattutto, e il settore
del Made in Italy) invece, sembra per ora non essere interessata a questo tipo
di investimento, rendendo così problematico il posizionamento competitivo di
molte imprese. Più in generale, questo ritardo
costituisce un limite rilevante al rilancio della competitività del Paese nel
suo complesso. Dopo aver spostato lattenzione
su questi argomenti peculiari, che costituiscono delle particelle impalpabili
ma pur sempre indispensabili del vento informatico che sta soffiando sulla
società del nuovo millennio, ritengo necessario esporre le motivazioni che hanno
spinto Geko Software, unazienda che si occupa da lungo tempo dello sviluppo di
software gestionali e di applicazioni web, a creare questa rubrica di
informazione e comunicazione, che ha come tema lo sviluppo e la diffusione
della conoscenza delle ICT, e come fine quello di leggere fra le righe
ripetute, quelle che si differenziano dalla massa, per poterle riportare ad un
pubblico che non ha più bisogno di parole già sentite, ma di incominciare un
cammino concreto attraverso quella che apparentemente sembra una strada
estremamente vasta e piena di diramazioni.
La nostra rubrica si propone di
trovare un filo conduttore che permetta a chi ne ha linteresse, sia come
impresa che come singolo individuo, di districarsi in questo mare intricato di
informazioni e di andare a conoscere il nucleo, e non più soltanto un vuoto
involucro, delle tanto chiacchierate Information and Communication
Technologies.
Lilit Boninsegni
Gekosoftware s.r.l.
|